Turchia: dubbi e perplessità
Turchia: dubbi e perplessità
Stai pensando di organizzare un viaggio in Turchia ma quella tua anziana zia ogni volta che ti vede ti ripete che la fidanzata del nipote di una sua grande amica le ha detto che la Turchia è un paese pericoloso, che le donne non possono uscire di casa e che c’è un caldo soffocante. Nonostante sia convinto che tua zia stia esagerando, goccia dopo goccia inizi ad avere qualche dubbio.
Ma la Turchia è così pericolosa? È un paese arretrato dove le donne indossano ancora il burka? Ma soprattutto quanto caldo c’è? Per tutte queste domande ci siamo qua noi
La Turchia è un Paese sicuro?
Nonostante i luoghi comuni sui turchi (“mamma li turchi!”), la Turchia è un Paese complessivamente sicuro. Persino Istanbul, una città da 10 milioni di abitanti, è una città in cui si può andare in giro anche dopo cena senza correre grossi pericoli.
Una cosa a cui dovete fare attenzione è se ci sono problemi di ordine pubblico (es. Curdi, manifestazione Gezi Park, etc.), poiché in quel caso, anche senza volerlo, può capitare di finirci in mezzo. La polizia anti-sommossa turca non usa certo i guanti di velluto e potrebbe essere sgradevole visitare una città durante delle giornate di disordine pubblico. Voglio comunque far presente che, anche in quelle situazioni, i turchi si comportano con grande attenzione e savoir-faire, altro punto a loro favore.
La Turchia è un Paese inclusivo?
Nonostante sia un Paese di tradizione musulmana, la Turchia è un Paese moderno e complessivamente laico. Anche se Erdoğan da anni sta spingendo per una trasformazione della società turca verso una riscoperta delle radici religiose, le città più grandi come Istanbul, Izmir e Ankara oppongono una fiera resistenza.
Nessuna donna verrà mal vista se sfoggerà tatuaggi o andrà in giro con vestiti succinti, i turchi avranno piacere a conversare con le ragazze e si comporteranno come i ragazzi di qualsiasi capitale europea (nel bene e nel male).
Mentre in passato mi era capitato di assistere a episodi di catcalling, l’ultima volta che sono stato a Istanbul (2023) ho avuto la netta sensazione che la società turca, da questo punto di vista, abbia fatto diversi passi avanti.
Mi sento di fare un discorso analogo anche per quanto riguarda l’omosessualità. A Istanbul nessuno fa particolarmente caso se un uomo va in giro mano nella mano con un uomo o una donna con un’altra donna, mentre se ci si lascia andare a effusioni qualche sguardo di troppo potreste attirarlo. La tematica dell’omossessualità non è comunque un tabù, tanto che all’Istanbul Modern (il museo di arte moderna e contemporanea della città) c’è un padiglione dedicato soltanto a questo tema.
Ovviamente nelle città più piccole, in zone meno turistiche o semplicemente nelle zone più rurali probabilmente certe dinamiche di genere o discriminatorie persistono (a Konya, una città estremamente religiosa e tradizionalista per il suo passato).
Nel complesso la Turchia non è dissimile dall’Italia riguardo queste tematiche, nelle grandi città c’è più apertura, nei piccoli centri meno.
Quello che però abbiamo notato è che tendenzialmente i turchi sono solidali nelle situazioni di difficoltà, sono persone che non cercano di fregarti e se possono darti una mano te la danno senza volere nulla in cambio.
Che clima c’è in Turchia?
La Turchia è un paese molto grande (più del doppio dell’Italia), di conseguenza presenta diversi climi a seconda della zona in cui si va.
Istanbul, data la posizione geografica, è una città molto ventilata, quindi anche nelle ore più calde d’estate il clima rimane tutto sommato piacevole.
Viceversa Izmir (o Smirne), nonostante sia sul mare, risulta una città molto calda fino al tardo pomeriggio, quando si inizia un po’ a respirare.
La Cappadocia ha un microclima continentale quindi di giorno è caldo, anche afoso, ma la sera è fresco, da maglioncino (come anche la mattina presto, se vorrete osservare le famose mongolfiere levarsi in volo ricordate di coprirvi bene!).
Il consiglio che posso darvi è di raccogliere qualche informazione prima di partire, così da non trovarvi impreparati.
Se siete persone che soffrono il caldo fate attenzione quando visitate i siti archeologici, passare ore a Efeso sotto il sole, se si soffre di pressione bassa, potrebbe non essere l’ideale. Per la visita di grandi siti come Efeso è consigliabile portare con sé un cappellino o un ombrellino, dato che l’ombra scarseggia e la passeggiata è lunga, come anche dell’acqua, in caso di emergenza all’ingresso sono presenti dei punti per prendere un cappellino e all’interno del sito potrete trovare dei piccoli bar che vendono bevande).
